Best in Travel 2021 : le idee che mi sono piaciute per viaggi più sostenibili
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Best in Travel 2021 : le idee che mi sono piaciute per viaggi più sostenibili

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La pandemia ha cambiato davvero tutto; la nostra vita, il nostro lavoro e la nostra famiglia e inevitabilmente anche il tempo e il modo di viaggiare e muoversi nel mondo. Inevitabile, quindi, che anche per Lonely Planet, la casa editrice famosa per le sue guide di viaggi, sia cambiato in modo profondo il modo di creare una classifica dei luoghi più interessanti da visitare. I Best in Travel 2021  sono stati scelti con criteri radicalmente diversi e questa volta sono oltre a luoghi o paesi si aggiungono anche a persone ed associazioni che dedicano la loro attività a favorire ili mantenimento delle tradizioni, inclusione sociale a vario titolo e difesa dell’ambiente.

Best in Travel 2021

Il mondo è diverso e noi con lui; nuove categorie e modi di valutazione delle nostre abitudini generali comprese quelle di viaggio hanno portato quest’anno ad elaborare la famosa classifica della Lonely Planet, i Best in Travel 2021, con categorie nuove.  Le abituali suddivisioni geografiche, probabilmente, sono sembrate inadeguate e non è stata una cattiva idea.

In un anno come il 2021 che inizia  in modo complesso e con forti limitazioni per i nostri movimenti, forse è il momento di cominciare a pensare a destinazioni future più vicine al rispetto dell’ambiente, delle comunità locali e vicine ad una vera condivisione a tutti i viaggiatori senza distinzioni, per esempio riguardo alla loro disabilità.

Non è un caso se le tre categorie per andare alla scoperta del mondo siano sostenibilità, comunità e diversità. In ognuna di essa sono compresi luoghi e persone, come le comunità, ma anche piccole realtà di condivisione.

Best in Travel 2021 : le idee che mi sono piaciute di più

Fra le tante selezionate alcune mi hanno particolarmente entusiasmato e colpito; e mi fa piacere condividere con voi le mie scelte, pur sapendo che tutte sono interessanti e molto affascinanti.

Purtroppo per quanto riguarda le mete selezionate nel 2020   i nostri desideri (e forse quelli di molti di noi) sono rimasti tali, e magari sarà lo stesso in questo 2021 che inizia adesso. Però i viaggi non hanno scadenza e potremo sempre tenere aggiornate le nostre liste dei desideri.

Sostenibilità : Italia, Ruanda e Canada

In questa categoria si trova l’unico percorso italiano; quello che unisce Firenze  a Ravenna nel segno di Dante il sommo poeta, nato appunto a Firenze e sepolto a Ravenna. Un itinerario fra la Toscana e l’Emilia Romagna, che si snoda per quasi 400 km fra piccoli paesi e borghi a cavallo dell’Appennino, “il cammino di Dante” si sviluppa come un vero e proprio viaggio “slow” pieno di fascino.

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Facciata del duomo di Firenze

Nel Ruanda rinato dopo una guerra fratricida, un programma di protezione dei Gorilla (International Gorilla Conservation Programme) ha permesso il ripopolamento della foresta al confine con l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo. Un angolo di Africa prezioso e speciale.

Infine, un bellissimo viaggio in treno, un modo tranquillo e rilassato di ammirare  panorami suggestivi canadesi : le Canadian Rockies (le montagne rocciose canadesi) con il Rocky Mountaineer che ha diversi itinerari, ma la stessa missione di avere un basso impatto ambientale (basse emissioni di anidride carbonica, massima raccolta indifferenziata e collaborazioni locali per il mantenimento della fauna locale).

Comunità : Gran Bretagna, Colombia e Kazakistan

Tre opzioni sviluppate dalle comunità locali per lo sviluppo e la crescita locale. Nel Regno Unito l’associazione Invisible Cities permette ad ex-senza tetto di diventare guide turistiche della propria città e di far scoprire angoli ed aspetti più insoliti e particolari; visite guidate a piedi per zone meno esplorate accompagnati da chi le strade le ha vissute nel vero senso della parola.

Medellin in Colombia è sicuramente la meta meno consueta che mi sarei aspettata data la sua fama di città fra le più violente nel mondo. Ma da qualche anno un progetto ambizioso di riqualificazione profondo l’ha trasformata in una destinazione fra le più preferite del paese; quartieri rinati e strappati alla violenza e alla povertà diventati centri di attrazione per turisti per le specialità gastronomiche ma anche per l’amore per l’arte. Per me una dUna meta fra le più interessanti e curiose

Grazie alle iniziative di formazione dell’Ufficio del Turismo del Kazakistan ha permesso a molte comunità locali di accogliere i visitatori stranieri nel modo migliore possibile. Per i turisti questo si trasforma in una esperienza del tutto originale e nello stesso tempo migliorano le condizioni economiche delle famiglie ospitanti.  Insieme al supporto di tour operator locali gli abitanti, anche dei villaggi rurali, mettono a contatto i turisti con la cultura locale e la natura del paese; l’ufficio del Turismo aiuta le famiglie a rendere accoglienti anche le abitazioni più semplici. Sicuramente un modo intelligente di far crescere le comunità con un sistema di turismo responsabile.

 

Diversità : Amman, Nuova Zelanda e USA

Diversità ed inclusione : se ne parla molto, in tanti contesti della nostra vita e se si pensa ai viaggi effettivamente ci sono delle barriere che vanno abbattute definitivamente per un turismo responsabile ed aperto ad ogni possibile partecipazione. Gli esempi che Lonely Planet propone sono davvero le più diverse ed rappresentano storie e persone nel mondo per viaggiare davvero senza barriere.

Che sia una comunità isolata che ha mantenuto la sua identità o una città accogliente, in ogni caso il rispetto di ogni individualità nella sua espressione è l’elemento che accomuna le proposte che vengono suggerite. Come negli altri casi ne ho scelte tre che mi hanno colpito particolarmente.

Amman (e la Giordania in generale) è una delle mete da sogno sempre presente nella mia lista dei desideri di viaggio. Nel tempo si è ritagliata una spazio tutto suo accanto a mete giordane più famose; qui l’ospitalità è sacra e le famiglie locali hanno ogni attenzione nell’accoglienza dei viaggiatori. Tutta la città è diventata un centro culturale ed artistico dove trovare animazione e vivacità di pensiero che sarebbe davvero interessante scoprire.

A Wellington capitale della Nuova Zelanda, si trova il locale di una chef che utilizza solo materie prime e piatti tradizionali indigeni. La chef maori samoana Monique Fiso, ha portato la sua esperienza internazionale nel suo ristorante locale dove proporre menù degustazione dedicati ai piatti tipici di questa particolare cucina locale con caratteristiche uniche. Direi che sarebbe una esperienza da fare assolutamente.

Negli USA, proprio di fronte alle coste del North Carolina fino alla Florida si trova un gruppo di isole, le Sea Island, dove si trovano le comunità più africane degli Stati Uniti. I discendenti degli schiavi che qui furono portati (soprattutto dalla Sierra Leone) per coltivare riso oggi sono i gullah (discendendi fra Nord e Sud Carolina) e i geechee (discendenti dalla Georgia). Il sostanziale isolamento delle isole ha permesso di mantenere quasi inalterata la tradizione culturale di queste popolazioni dalla lingua, al cibo alle tradizioni musicali.

Se volete scoprire tutte le mete prescelte potete consultare Lonely Planet Italia.

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